
Fantascienza, psicologia e quel tanto di emozioni che rendono questo libro un piccolo tesoro. Complice una copertina accattivante, durante il Salone del Libro di Torino mi sono imbattuta nello stand di Accento Edizioni (un tesoro anche questo, andate a spulciare il loro catalogo, chicche assicurate). Potevo forse lasciare lì l’occasione di approdare su un altro pianeta per 248 pagine? No di certo.
Manhattan, un istituto psichiatrico e prot dal pianeta K-PAX (minuscole e maiuscole sono importanti). Il libro ci fa assistere a tutta una serie di dialoghi, alcuni più divertenti, altri più profondi, tra un dottore e questo alieno-paziente, arrivato sulla Terra in esplorazione e perché no, in aiuto di tutta una serie di personaggi secondari che ne rimarranno profondamente affascinati. Fino all’ultimo sarete portati a chiedervi quanto di tutto ciò che prot dice sia reale, il confine è instabile, tanto quanto la mente, tra crederlo effettivamente un alieno o etichettarlo come un umano che ha confinato dentro di sé traumi che non si vogliono affrontare.
Al prossimo libro, ciao!
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